Lupo e zootecnica

Per favorire la coesistenza

A cura di Progetto LIFE MedWolf



Complici lo spopolamento delle zone rurali, il cambio di economia e il successo dei progetti nazionali di conservazione degli habitat, i lupi sono tornati in molte zone del nostro Paese dopo un’assenza di decenni, seguita allo sterminio quasi totale.

In molti casi però questi animali hanno trovato ad accoglierli un mondo molto cambiato e non sempre ben disposto alla loro presenza. Per questo, nel 2012, è nato LIFE Medwolf, un progetto europeo il cui scopo principale è quello di individuare, in collaborazione con allevatori locali e attraverso il dialogo con esperti internazionali, le soluzioni più adatte per rendere possibile la condivisione del territorio fra il lupo e le nostre attività. In particolare, il progetto – che vede collaborare insieme amministrazioni locali, istituti di ricerca scientifici italiani e portoghesi, associazioni ambientaliste e federazioni agricole di categoria, come Confederazione Italiana Agricoltori Grosseto, Coldiretti e Confagricoltura – ha l’obiettivo, per il territorio italiano, di ridurre del 20% gli attacchi e i danni al bestiame nelle aziende che aderiscono al progetto in provincia di Grosseto.

Il monitoraggio sistematico delle predazioni, eseguito in provincia di Grosseto nei primi anni del progetto, ha permesso di individuare i principali punti di criticità delle aziende zootecniche locali di fronte agli attacchi di cani e lupi.

I 60 sopralluoghi effettuati tra la primavera e l’estate del 2014, concentrati nell’area individuata nel biennio 2012-2013 come quella maggiormente soggetta ad attacchi da predatori, hanno evidenziato che gli eventi predatori interessano soprattutto aziende con più di 200 capi ovini (69%), con greggi non sorvegliate da pastore (98,3 %) e ove non è utilizzato alcun metodo di prevenzione (l’81,6 % delle aziende interessate da attacchi di predatori era priva di strumenti di prevenzione). Ancor più nel dettaglio, lo studio condotto dai veterinari incaricati dal progetto, in collaborazione con i Servizi Veterinari delle ASL, ha permesso di verificare che, quando presenti (14,8 % di eventi predatori), i cani sono in numero non adeguato ai capi da difendere (nel 62,5 % dei casi era infatti presente un solo cane per difendere greggi di 200-400 capi) e che le recinzioni, quando presenti (66,6 %), non sono del tipo adatto (quelle in metallo utilizzate per contenere le pecore non servono a limitare l’aggressione da parte di predatori).

Nonostante la collaborazione degli allevatori, non è stato purtroppo possibile comprendere la dinamica delle predazioni né, in molti casi, ascrivere l’aggressione al cane o al lupo (esistono alcuni elementi ricorrenti nelle predazioni, ma che in nessun modo possono essere utilizzate come prova, in quanto esistono razze di cani che possono essere particolarmente portate ad effettuare un attacco efficace e a presentare un comportamento predatorio simile a quello del lupo). Infine, ma non da ultimo, è stato evidenziato come le perdite non abbiano ricadute solo sul piano economico, quanto anche sul carico di lavoro e sulla qualità della vita degli allevatori.

Le attività conoscitive svolte nei primi anni del progetto LIFE Medwolf hanno permesso di mettere a punto nuove soluzioni per limitare i conflitti con i canidi e tutelare le attività zootecniche della provincia di Grosseto. Anche se la presenza del lupo, per la sua natura di predatore, genera per forza di cose conflitti con le attività zootecniche, la protezione del bestiame potenzialmente attaccabile può minimizzare le perdite. La riduzione dei danni provocati dai predatori alle attività zootecniche può essere raggiunta attraverso l’adozione di specifiche misure di prevenzione. I sistemi più efficaci sono le recinzioni metalliche, elettrificate o miste (ne esistono di fisse e mobili) e l’uso di cani da guardianìa. L’uso congiunto di questi strumenti diminuisce notevolmente le probabilità di rischio.

Ad oggi, nel Grossetano, tramite il progetto LIFE Medwolf sono state consegnate 69 recinzioni metalliche e 35 cani da guardiania alle aziende zootecniche interessate (per il Portogallo, altra area interessata dl progetto, le recinzioni sono 19 e i cani 22). Tali soluzioni, laddove adottate, hanno effettivamente permesso di ridurre in modo sensibile la predazione sugli animali domestici. Reti fisse  metalliche, reti elettrificate o miste: i possibili metodi di tutela sono diversi. Anche i cani da guardianìa si sono dimostrati validi alleati purché però il loro numero sia calibrato in funzione delle dimensioni del gregge: per una guardia attiva, ogni 150-200 animali, i cani devono essere almeno due. L’efficacia di questi strumenti di prevenzione è peraltro strettamente legata al contesto di applicazione: ogni azienda ha le sue specificità e ogni allevatore diverse necessità. Individuarle, capirle e costruire la giusta strategia preventiva è uno degli obiettivi fondamentali di LIFE Medwolf.

A quattro anni dal suo avvio, il progetto ha dunque permesso di verificare che la mitigazione del conflitto tra la presenza del lupo e le attività umane nelle aree rurali della Provincia di Grosseto è un traguardo possibile, ma non senza un grande impegno da parte degli allevatori. Per avere risultati reali e significativi sono infatti necessarie partecipazione e collaborazione, e la condivisione di esperienze e professionalità di ogni portatore di interesse coinvolto nella “questione lupo”.

Nello specifico, per il contesto maremmano, si evidenzia la necessità di un maggiore coordinamento con i Servizi Veterinari, con le associazioni agricole e con gli allevatori, per proseguire nella ricerca di un quadro che miri alla descrizione, caratterizzazione e quantificazione del conflitto fra lupo e zootecnia: solo facendo emergere tutte le aggressioni, contattando tempestivamente le Asl  e incentivando lo smaltimento  delle carcasse, sarà possibile proseguire la ricerca dei più opportuni strumenti utili a favorire la convivenza tra uomini e lupi.

Per maggiori informazioni o per segnalare eventuali problemi o necessità, contattare lo staff di progetto agli indirizzi riportati sul sito www.medwolf.eu.

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